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La famiglia Falco: l’evoluzione degli UAS di Leonardo

Nel settore Aerospazio e Difesa, i sistemi a pilotaggio remoto seguono un percorso di sviluppo e di crescita caratterizzato da diverse dinamiche. Ecco il caso della famiglia Falco di Leonardo.

L’evoluzione degli UAS (Unmanned Air Systems) è un processo che segue alcuni paradigmi comuni a tutto il settore dell’Aerospazio e Difesa.
Tale processo si sviluppa a partire da un modello iniziale, progettato in base alle tecnologie disponibili e alle caratteristiche operative richieste al momento della progettazione. Il modello viene poi migliorato nel corso del tempo, per rispondere a nuove necessità e tenere conto della disponibilità di nuove tecnologie; senza dimenticare il ciclo continuo della risoluzione delle obsolescenze con la possibilità di sfruttare economie di scala grazie alla presenza di componentistica comune al mercato civile e alla connotazione dual use di alcuni sistemi.
 

50

50

sistemi a pilotaggio remoto della famiglia Falco venduti in tutto il mondo

>800

>800

velivoli unmanned operativi in 27 paesi

Partner

Partner

del programma Eurodrone, il sistema unmanned MALE (Medium Altitude Long Endurance) europeo

Collaborazione

Collaborazione

tecnologica per lo sviluppo di Skydweller, primo drone a energia solare con autonomia illimitata

L’esempio più calzante di questo processo è sicuramente l’UAS Falco di Leonardo.

Per Falco si intende una famiglia di sistemi che si è sviluppata, in linea con quanto visto in precedenza, a partire da un modello iniziale, il Falco XN presentato nel 2003, passando per la piattaforma intermedia Falco EVO, presentata nel 2012 e largamente utilizzata in compiti operativi, per arrivare all’ultima versione denominata Falco Xplorer, un sistema molto diverso dal capostipite, che ha compiuto il primo volo nel 2020 e che sta completando il lungo e complesso processo di certificazione in stretta collaborazione con l’Autorità Militare Italiana DAAA (Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità).

Mirach 26 (Meteor)

La famiglia Falco trae origine dai primi droni per la sorveglianza del campo di battaglia della serie Mirach 20 e Mirach 26. Tali droni, sviluppati da Leonardo (allora Meteor), erano frutto di un nuovo concetto di sorveglianza, concepito in maniera pionieristica dalle Forze Armate di Israele nel corso delle guerre arabo-israeliane degli anni ‘70-’80 e testato a livello operativo durante le operazioni nella valle della Beka’a (Libano) nel 1982. È proprio a partire dal Mirach 26 che si sviluppa il primo sistema Falco, caratterizzato da un ampio design di tutte le componenti associate, dall’installazione di un nuovo motore e di una nuova stazione di controllo a terra, ma, soprattutto, dalla capacità di operare da piste convenzionali, tramite l’adozione di un carrello. Il primo modello era equipaggiato con un sensore elettro-ottico da 10 pollici e aveva un peso massimo al decollo di 450 kg, un’autonomia di 10 ore e un raggio operativo di circa 200 km in linea di vista radio. Con l’emergere di nuovi concetti operativi e tecnologie (legate alla miniaturizzazione dell’elettronica, allo sviluppo di nuovi sistemi radar, radio ed elettro-ottici), la trasformazione del Falco è andata avanti come un percorso di miglioramento continuo.

 

UAV Falco EVO

E così il sistema, nella sua variante denominata Falco EVO, è oggi in grado di esprimere il massimo concetto di sorveglianza, in ambito marittimo e terrestre, grazie a un’ampia suite di sensori: un radar multimodale per la sorveglianza a lungo raggio; torrette EO-IR multi-spettrali da 10-15 e 16 pollici; un sistema ESM per captare e localizzare emissioni elettroniche a lunga distanza, un sistema COMINT,  radio aeronautiche, terrestri e marittime per permettere di comunicare direttamente con gli altri assetti nell’area delle operazioni e una connettività satellitare per missioni oltre i 200 km. La possibilità di sfruttare una tale gamma di sensori è dovuta alla versatilità del sistema di missione e alla elevata capacità di carico, avendo incrementato il peso massimo al decollo fino a 650 kg. Tra le modifiche più rilevanti apportate, oltre alla capacità di trasportare un’ampia suite di sensori contemporaneamente, si aggiungono un’apertura alare quasi doppia rispetto al modello originale e un nuovo motore heavy fuel, che garantiscono al sistema una endurance di oltre 24 ore. Il sistema incorpora, inoltre, capacità di volo completamente automatico, incluso le fasi di decollo e di atterraggio, migliorando così la modalità di utilizzo.

Dalla necessità di rispondere a questo nuovo concetto operativo, insieme alla disponibilità di nuove tecnologie e funzionalità, è stata concepita l’ultima piattaforma della famiglia Falco: l’Astore. La dotazione di un carico bellico di precisione (fino a 70 kg, distribuiti sui due piloni sub alari), unita alla mantenuta capacità di intelligence e sorveglianza (16 ore di endurance e oltre 200 km di raggio operativo), rende l’Astore una piattaforma flessibile e completa, in grado di svolgere missioni complesse, pur mantenendo un costo d’uso coerente ed efficiente per l’utilizzatore.

Per le missioni di attacco l’Astore è dotato di apparati safety critical che gestiscono la catena di sicurezza dell’armamento ridondata, mantenendo sempre il pilota da remoto quale elemento chiave nell’intero ciclo di ingaggio (man in the loop). La piattaforma è inoltre equipaggiata con un sistema di puntamento laser che permette la designazione dei bersagli, sia per i propri effettori sia per altre piattaforme (modalità buddy lasing), e ha la possibilità di effettuare la ricognizione post attacco in maniera automatica, al fine di valutare l’efficacia dell’azione (battle damage assessment).

Torretta elettrootica/ infrarossa EOST 46

Il continuo processo di innovazione è proseguito con gli straordinari cambiamenti a livello operativo e dottrinale che hanno caratterizzato gli ultimi anni.
Nei moderni scenari operativi, caratterizzati da un’elevata complessità e da una minaccia ampiamente variegata, è infatti necessario disporre di uno strumento maggiormente flessibile e in grado di fornire una capacità di attacco rispetto a contingenze che possono rapidamente cambiare, mettendo per esempio a rischio la vita delle forze amiche e/o trasformando improvvisamente un teatro a basso rischio in un teatro più convenzionale e “contestato”.

Falco Xplorer UAV per missioni ISR (Intelligence Surveillance and Reconaissance)

Dalla necessità di rispondere a questo nuovo concetto operativo, insieme alla disponibilità di nuove tecnologie e funzionalità, è stata concepita l’ultima piattaforma della famiglia Falco: l’Astore. La dotazione di un carico bellico di precisione (fino a 70 kg, distribuiti sui due piloni sub alari), unita alla mantenuta capacità di intelligence e sorveglianza (16 ore di endurance e oltre 200 km di raggio operativo), rende l’Astore una piattaforma flessibile e completa, in grado di svolgere missioni complesse, pur mantenendo un costo d’uso coerente ed efficiente per l’utilizzatore.

Per le missioni di attacco l’Astore è dotato di apparati safety critical che gestiscono la catena di sicurezza dell’armamento ridondata, mantenendo sempre il pilota da remoto quale elemento chiave nell’intero ciclo di ingaggio (man in the loop). La piattaforma è inoltre equipaggiata con un sistema di puntamento laser che permette la designazione dei bersagli, sia per i propri effettori sia per altre piattaforme (modalità buddy lasing), e ha la possibilità di effettuare la ricognizione post attacco in maniera automatica, al fine di valutare l’efficacia dell’azione (battle damage assessment).

I numeri dell’Astore

>120 kg

>120 kg

di carico

>16 ore

>16 ore

di endurance

>200 km

>200 km

di raggio operativo

>7000 m

>7000 m

di quota

Culmine del processo descritto in precedenza, l’Astore si è fatto portatore di importanti innovazioni, dettate dalla disponibilità di nuove tecnologie e dall’emergere di nuove dottrine e concetti operativi, rappresentando perfettamente il continuo miglioramento che dà forza alla leadership di Leonardo nel settore unmanned.